Uno sport per pigri?

Ciao a tutti, riecco il Geek a vela. 🙂

Durante il primo corso un insegnante, Piero, ha definito la vela così: uno sport per persone pigre.

Sarà anche vero, però vi posso assicurare che un corso di vela, invece, non è assolutamente una cosa adatta alle persone pigre: ormai abbiamo fatto due uscite in mare nel secondo corso, e questa è l’unica fotografia che ho avuto il tempo di scattare, scusate se è poco!!!

Ovviamente va bene così, ci stanno massacrando con le regolazioni “di fino” sulle vele e con le manovre particolari: assodato che virate e abbattute (strambate) siamo in grado di farle abbastanza bene, così come andare con vento in poppa e vele a farfalla, abbiamo iniziato con la riduzione della velatura in condizioni di equipaggio ridotto: prima in due, poi da soli, mettendo la barca alla cappa filante (notate bene con quale facilità i geek si impadroniscono dei termini tecnici di un qualsiasi settore, arrivando subito ad una notevole familiarità…).

Vi assicuro che prendere delle mani di terzaroli da soli è una faticaccia.

A questo punto, visto che il programma del corso lo prevede, presumo che nella prossima lezione inizieranno a farci vedere lo spinnaker, come si monta, come si usa, come si fanno le manovre con questa vela, ecc…

E diciamo che inizio a capire un altra definizione, sempre di Piero (ce l’ha data proprio durante la seconda lezione): quella di corsi di vela.

Secondo Piero, il primo giorno di un corso di vela di primo livello, si è pericolosi per se e per gli altri, e lo scopo del primo corso è quello di portarti ad essere “solamente” pericoloso per te stesso e non per gli altri.

Lo scopo di un corso di secondo livello, invece, è quello di portarti da essere pericoloso per te stesso a diventare “inutile”, ossia una persone che su una barca con equipaggio esperto è perfettamente inutile, non serve neppure come zavorra.

Lo scopo di un corso di terzo livello, invece, è quello di portarti da essere inutile ad essere…

…utile?

Sbagliato!!!

E` quello di portarti ad essere “superfluo”, ossia una persona che su una barca con equipaggio esperto è in grado di dare una mano in un qualche modo, ma anche se non c’è si va avanti ugualmente.

Detta così sembrerebbe una boutade, e demotivante se non si conoscesse Piero (il classico romagnolo che non riesce a non lanciare battute anche in situazioni limite), però ha un notevole fondo di verità.

Chiaramente tutto ciò non si applica ai geek, che per definizione sono il motore base di qualsiasi attività,  praticamente persone indispensabili qualsiasi sia il problema che si affronta, peccato che questo sia un corso di vela su barche a vela, e non a motore… 😉

P.S.: la foto all’inizio dell’articolo sarà anche l’unica che sono riuscito a scattare, ma si riesce ad apprezzare il tipo di barca con il quale stiamo tenendo il corso.

P.P.S.: questa volta non abbiamo sbagliato nessuna manovra di uomo in mare, non abbiamo decapitato nessuno, al limite siamo arrivati un po’ troppo veloci per prenderlo a bordo facilmente, però nessuno sbaglio clamoroso, quindi potreste iniziare a fidarvi di salire in barca con noi… 🙂

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